
Il regista che non sale sul palco.
Hai un testo: la tua vita, le tue scelte. Lo stai già recitando.
Ma da solo, senza nessuno che guardi da fuori e aiuti a vedere che stai ripetendo la stessa battuta da tre scene.
“A volte il problema non è non avere una capacità. Manca il permesso di usarla.“

Stai aspettando Godot?
Due uomini sotto un albero. La strada è libera, nessuna porta chiusa, nessuna catena.
Eppure restano. Non manca la capacità di andarsene. Manca il permesso.
Hai mai avuto la sensazione di recitare una storia che non hai scritto tu?
lo spazio in cui puoi fermarti sotto il tuo albero e osservare cosa sta succedendo.
Senza essere spinto. Senza essere giudicato. Senza dover dimostrare subito di essere cambiato.
Chi guarda la scena da fuori vede ciò che da dentro non si vede.

Tre modi di stare nella nostra storia.

Più di vent’anni a guardare le persone da un posto privilegiato.
In teatro, nelle aziende, nelle aule di formazione, nei percorsi individuali.
La mia storia →Non serve stare male per iniziare.
Il counseling accompagna chi sta attraversando un momento di passaggio, non solo chi è in crisi.
Lavoro, relazioni, identità. Quando qualcosa finisce o inizia e non sai ancora dove stai.
Reagisci sempre nello stesso modo. Te ne accorgi, ma non riesci a fermarlo. È la voce del copione.
Non stai “male” nel senso clinico. Però senti che c’è qualcosa da ascoltare meglio. È abbastanza.
Prima di cominciare, tre definizioni
La storia che abbiamo imparato a recitare su noi stessi, sugli altri e sul mondo.
Non è scritta a tavolino e non è una scelta lucida. Prende forma molto presto, tra i 3 e i 7 anni: da bambini osserviamo, sentiamo, interpretiamo, ci adattiamo.
All’inizio ci protegge. Il problema è che poi cresciamo, ma spesso continuiamo a recitare quella stessa parte.
“Il counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.
Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento.”
Definizione approvata dall’Assemblea di AssoCounseling, 2 aprile 2011
Una professione non regolamentata, riconosciuta dalla Legge 14 gennaio 2013, n. 4.
Il counselor non si attribuisce titoli riservati per legge, come quello di psicologo.
Non compie atti tipici delle professioni regolamentate, come la diagnosi psicologica o il trattamento terapeutico. Non è psicoterapia.
Uno spazio concreto, con un inizio e una direzione.
In presenza a Milano o online in videochiamata, da dove vuoi. Come funziona online
Che cosa fa il counselor, e in che cosa è diverso da psicoterapia e coaching.
Approfondisci →Chi era Eric Berne, perché si chiama transazionale, Stati dell’Io, copione e giochi spiegati in modo semplice.
Approfondisci →Attore, regista, formatore e counselor: come sono arrivato a questo lavoro.
Approfondisci →
La maledizione del tesoro restituito.
Nella famiglia di mio padre, in Sardegna, c’è una maledizione. La famiglia era della zona di Carbonia: stava bene, non ricca come intendiamo oggi, ma solida e rispettata. Con una casa, un forno, una posizione.
Un giorno, dentro quel forno, trovano un tesoro. Nessuno sa da dove provenga. Ma quando una cosa entra in casa tua, anche se non è tua, dopo un po’ comincia a sembrarti tua.
Il mio quadrisavolo, dopo molte indecisioni e molte notti insonni, decide di restituirlo. Fa la cosa giusta, la cosa onesta. Ma le storie non si vivono da fuori, si vivono da dentro. E da dentro, per sua moglie, quella fu una perdita, un’ingiustizia, un’occasione buttata via. Su quella benedizione respinta lancia l’opposto: una maledizione sulle cinque generazioni successive.
Io sono la quinta.
Non sono qui per convincervi che le maledizioni esistano. Quello che mi ha colpito è che in quella vicenda c’era un copione. Se arriva qualcosa di buono, non puoi tenerlo. Se scegli l’onestà, pagherai un prezzo. Frasi che, quando attraversano una famiglia, non hanno bisogno di essere pronunciate ogni giorno: entrano nei gesti.
A volte il problema non è non avere una capacità. Manca il permesso di usarla. Il lavoro non è cancellare la storia: è rileggerla, e decidere cosa restituire. Non come il tesoro. Come un peso che non serve più portare.
Se questa storia ti ha mosso una domanda, possiamo guardarla insieme.
La prima sessione conoscitiva è gratuita. Non è un impegno a iniziare un percorso.
È uno spazio per capire se il counseling e il mio modo di lavorare fanno al caso tuo.

